Tantissime persone soffrono di pollinosi, una malattia che può provocare anche ipertrofia dei turbinati. Scopriamo insieme le cause delle allergie al polline.

Difficile convivere con un’allergia. Con l’arrivo della primavera i casi di allergie al polline (o pollinosi) si moltiplicano e molti pazienti si trovano a dover combattere a colpi di decongestionanti, tisane e rimedi della nonna uno dei più diffusi disturbi respiratori, che colpisce fino al quaranta per cento della popolazione.

L’allergia ha anche le sue complicanze: è infatti una delle maggiori cause di ipertrofia dei turbinati e polipi nasali, malformazioni della mucosa che portano a gravi difficoltà respiratorie.

Il calendario delle allergie al polline

Non tutte le allergie ai pollini sono uguali. Alcune sono pre-primaverili, con partenza a dicembre altre sono le classiche primaverili – da aprile a settembre – mentre se si è allergici alle piante la cui fioritura va da agosto a settembre si parla di allergie estive-autunnali. Molto utile per capire di cosa si soffre è avere sotto mano un calendario dei pollini. Vediamolo insieme.

  • Febbraio -marzo: cipresso, ginepro
  • Marzo – maggio/aprile-giugno: betulle
  • Fine aprile – fine maggio: olivo
  • Maggio – giugno: composite (carciofo, girasole, crisantemo, dalia, margherita, crisantemo, artemisia, assenzio
  • Metà maggio – metà settembre: graminacee
  • Tutto l’anno: ortica, parietaria

Ogni tipo di pianta rilascia una certa quantità di polline. La prima causa di pollinosi è dovuta alle graminacee, seguita dalle parietaria, una specie di ortica che, come abbiamo visto, è presente dodici mesi all’anno. L’olivo, pur avendo un breve periodo di collimazione, ne rilascia grandi quantità.

I sintomi della pollinosi e la diagnosi dell’allergologo

La pollinosi si manifesta attraverso diversi sintomi. I più importanti sono quelli nasali e respiratori. Nel primo tipo rientra la rinite allergica che si manifesta con prurito al naso, congestione nasale, sensazione di naso chiuso, naso che cola, riduzione dell’olfatto e ripetuti starnuti.

Tra i sintomi respiratori, che possono provocare l’asma allergica, troviamo prurito a livello di gola e palato, mal di gola, tosse allergica, difficoltà respiratorie, dispnea e broncoplasmi.

A tali sintomi si possono aggiungere quelli oculari (arrossamento degli occhi, lacrimazione abbondante, congiuntivite allergica) e sistemici, ovvero mal di testa, febbre, ingrossamento dei linfonodi, stanchezza, difficoltà di concentrazione, manifestazioni cutanee quali dermatite ed orticaria.  La diagnosi viene effettuata dall’allergologo attraverso vari test cutanei ed esami del sangue.

Come si cura la pollinosi e cosa non mangiare

La pollinosi può essere curata attraverso vari modi. Il rimedio della nonna prescrive lavaggi nasali con acqua e sale per disinfettare le vie aeree e suffumigi con olio essenziale di menta.

Bisogna invece prestare attenzione ai rimedi fitoterapici perché alcuni di essi, per cross-reazione, potrebbero aggravare  il quadro sintomatico. È bene quindi parlarne con il proprio medico.

Ci sono alcuni alimenti da evitare. In questa tabella è indicato cosa non mangiare o limitare, soprattutto durante il periodo dell’allergia, per non avere complicazioni. Si tratta di alimenti che possono scatenare una “cross-reazione” e rilasciare istamina.

ALLERGIA ALIMENTI DA EVITARE
Graminacee Kiwi, arance, limoni, angurie, frumento, ciliege, mandorle, pomodoro melone, pesche, prugne albicocche
Betullacee Fragole, lamponi, nocciole, prezzemolo, kiwi, sedano, finocchio, mandorle, ciliegie, prugne, pesche, albicocche, mele, soia, nespole, fave, pere, arachidi noci
Composite Cicoria, lattuga, castagne, pistacchio, olio di girasole, camomilla, prezzemolo, carote, finocchio, anguria, sedano, mela, banana, noci, tarassaco, melone, dragoncello, miele di tarassaco, miele di girasole
Parietaria Gelsi, piselli, basilico, melone, ciliegie, pistacchio

La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di farmaci che riducono o fermano il rilascio di istamina, dilatano le vie aeree e riducono le infiammazioni. In genere si usano antistaminici, corticosteroidi (come il cortisone), broncodilatatori somministrati tramite spray o aerosol.

I legami tra allergia, ipertrofia dei turbinati e i polpi nasali

Le allergie possono causare complicazioni come l‘ipertrofia dei turbinati o i polipi nasali. Le riniti allergiche sono tra le maggiori cause di queste due patologie. Allergie stagionali e perenni portano ad una irritazione della mucosa che dà al paziente la sensazione di naso chiuso. I turbinati sono una parte fondamentale del nostro sistema respiratorio: favoriscono lo scambio termico, umidificando e filtrando l’aria inspirata. Una situazione allergica potrebbe quindi andare a complicare il quadro clinico: essendo molto vascolarizzata, la mucosa respiratoria che riveste i turbinati tende a reagire in risposta a determinati fattori, come appunto una crisi allergica. Così una situazione di allergia cronica può rendere necessario un’intervento di riduzione dei  per curare l’ipertrofia dei turbinati.

Lo stesso vale per i polipi nasali. La formazione del polipo, una patologia infiammatoria cronica, è spesso associata alle malattie allergiche. In sostanza, l’ipersensibilità delle mucose nasali risponde allo stimolo dell’allergia e si inspessisce. Il polipo nasale va così a creare un’ostruzione che provoca diverse conseguenze nel paziente. Non è facile individuarlo prima: la crescita è infatti asintomatica e nella quasi totalità dei casi il paziente si accorge di soffrirne perché fatica a respirare dal naso. Se è causato da un’allergia è però possibile, dopo la rimozione del polipo, agire direttamente sulla causa tenendo sotto controllo la pollinosi.

L’intervento per i polipi e l’ipertrofia dei turbinati

Sia ipertrofia dei turbinati sia polipi nasali possono avere una soluzione chirurgica. In genere, soprattutto la rimozione dei polipi è piuttosto invasiva se si ricorre al bisturi. Infatti è necessaria un’anestesia totale e l’intervento classico porta poi ad un ricovero in ospedale che necessita di tamponi per la guarigione.

I progressi della medicina hanno però portato all’introduzione di un intervento ambulatoriale: la rimozione dei polipi tramite laser. Il medico otorinolaringoiatra in un’ora è così in grado di dare una risposta al paziente allergico che abbia sviluppato polipi nasali o ipertrofia dei turbinati. In entrambi i casi la mucosa in eccesso o infiammata viene ridotta utilizzando il laser. L’intervento non richiede anestesia totale e non dura più di un’ora. Alla fine del trattamento il paziente può tornare normalmente alla sua vita precedente, senza tamponi nasali né sanguinamenti.

A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria